La pianta della vite – Vitis vinifera –  è tra le più resistenti, specializzate e adattabili dell’intero regno vegetale.

Già 3000 anni prima della nostra era, la viticoltura alimenta floridi commerci nel Mediterraneo.

Non è solo il vino a diffondersi: le barbatelle di vite resistono ai viaggi per nave, e progressivamente si espandono a macchia d’olio a partire dalle sponde mediterranee.

Ai tempi delle grandi scoperte, la vite europea viaggia sui galeoni, sopravvive alle difficoltà delle lunghe traversate oceaniche.

In America Latina, Australia e sud Africa monaci e coloni europei diffondono la vite nelle nuove terre.

Fino a quando, nel XIX secolo, arrivano in Europa da oltreoceano varietà nordamericane selvatiche destinate ai giardini botanici.

E’ l’inizio di un periodo apocalittico per la viticoltura mondiale.

La vite, ultraresistente a mille avversità climatiche ed ambientali, rivela il duplice tallone d’Achille dell’estrema sensibilità a parassiti e malattie.

In Italia, verso metà dell’ottocento, si diffonde la temibile fillossera, sconosciuto afide giunto su barbatelle americane che nel corso dei secoli avevano sviluppato contro di esso una certa resistenza genetica.

A contatto invece, con il più tenero apparato radicale della vite europea, il parassita si rivela letteralmente devastante.

Dalla Francia, la fillossera si estende rapidamente come un incendio, attaccando da più focolai e divorando le viti alle radici, una dopo l’altra.

Soltanto in Italia soccombono al parassita 2 milioni di ettari.

Il vigneto europeo è oramai allo stremo quando, dopo anni di sconforto e insuccessi, ci si rende conto che l’unica soluzione è innestare ogni vite su piede americano.

Da allora la maggior parte delle viti sono frutto di questo innesto.

 Esistono comunque vigne che non sono mai state innestate su radici americane in diverse parti del mondo. 

Vigneti risparmiati dalla fillossera sono:

  • quelli situati ad alta quota (oltre i 1000 m s.l.m.)
  • quelli su terreni sabbiosi e/o argillosi
  • terreni vulcanici

Queste vigne sono per l’appunto a piede franco.

Nettuno: vigneto a piede franco

Le vite a piede franco rispetto a quelle innestate su piede americano, presenta le seguenti caratteristiche:

  • longevità;
  • qualità migliore;
  • maggiore concentrazione di profumi nelle uve.

Se volete scoprire dei vini speciali, perché non provate quelli a “piede franco”?

A Nettuno abbiamo la Cantina Bacco che produce un vino Cacchione DOC a piede franco

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Uva Cacchione

Fonte Bibenda editore “L’arte del bere giusto”

Fonte web

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